ACIREALE SPENTA

Cosa sta accadendo alla nostra città?

Acireale, affacciata nel nuovo secolo cosa ti sta trasformando e come stanno cambiando i tuoi cittadini?

Porsi queste domande è inevitabile a chi a chi Ama questa città,  e l’ha conosciuta e ne è stato sedotto quando come Donna intelligente, suadente e chic ti mostravi in tutto il tuo splendore, e tutte le fasce e componenti cittadine ti animavano. Erano gli anni delle piazze principali  animate di giovani che sognavano il loro futuro spinti da te, sperimentavano i primi amori e si affacciavano al mondo degli adulti con sfrontatezza e voglia di fare. Erano glia anni di una città pulita, dove i cittadini rispettavano anche il più nascosto marce piede, erano gli anni dove pullulava un commercio d’elitè e fare shopping ad Acireale era un Must per tutta la provincia di Catania. Quella Acireale era la perla dello Jonio!

Sembra , quello appena fatto il ricordo nostalgico di un romanticismo lontano, di un epoca sbiadita da foto in bianco e nero, invece no, quella era l’Acireale di quindici anni fa.

Di cosa ti sei ammalata, Acireale?

I rappresentanti politici non sono adeguati al compito da svolgere? La crisi economica sempre crescente ti ha spenta pian piano? NO! Acireale, chi ti ha spenta siamo noi! Noi cittadini anima di questo luogo di pietre barocche siamo la tua malattia terminale, noi che abbiamo smesso di amarti, noi che della prepotenza abbiamo fatto il nostro credo, noi che ti insozziamo di rifiuti, noi che ti spremiamo e poi ti buttiamo via come una scarpa vecchia, noi che sappiamo poi solo lamentarci.

Ci siamo nascosti ogni giorno di più dietro la scusa della crisi e dei politici incapaci, rifiutando la sfida economica-culturale che l’evolversi dei tempi ci ha messo davanti, chi poteva e doveva investire in cultura e in impresa non l’ho ha fatto ritenendo più comodo stare alla finestra a guardare. Ecco che oggi cara Acireale ti sei trasformata da città laboriosa e quasi nordica per il modo d’eesere in città dormitorio da sobborgo romano, senza un obbiettivo di crescita ben definito e senza una mission culturale.

L’unica categoria economica che ti tiene ancora viva e ti ama non rinunciando mai alla sfida dei tempi è quella Artigiana, Artigiani di ogni tipologia di settore che non si sono mai seduti, Artigiani che lottano contro i confinanti giarresi e catanesi e che puntualmente vincono la sfida o almeno la pareggiano, consentendo ancora che si parli di te con ammirazione. Quanto potranno resistere ancora i gloriosi Artigiani di questa città, quando i commercianti e i cittadini comuni hanno ormai smesso da tempo di lasciare la città in mano alla barbarie di quella parte di cittadini non avvezzi al senso civico, al concetto di comunità e di società civile?

Tra due settimane sarà Natale. In tutte le città degne di questo nome e amate dalla sua gente, i corsi principali brulicano di luci e colori.. Tu Acireale sei spenta, i commercianti delle vie principali, sono troppo occupati a lanciare invettive contro i governanti che non provvedono ad addobbare le vie della città, pensano ai concorrenti cinesi e i  centri commerciali che gli fanno concorrenza. E loro? Loro di suo cosa ci mettono? Da Liberale Statunitense, mi chiedo perché mai l’amministrazione pubblica dovrebbe spendere denaro per attirare possibili acquirenti in città? Risulta così difficile ai commercianti acesi, costituire un coordinamento proprio e indipendente che, auto-finanziandosi, arredasse corso umberto e corso savoia con tappetto rosso, facesse girare babbi natale per le vie a distribuire caramelle e volantini pubblicitari e nei week-end facesse girare i nostri ciaramellari? Nulla di tutto ciò, perché è più facile puntare il dito contro qualcun altro  che rischiare un po’ del proprio. Lentamente ed inesorabilmente però, Acireale muore, e le sue strade e lue piazze lasciate nelle mani di barbari.

E delle menti intelligenti della città, ne vogliamo parlare? Dove si sono rinchiusi impauriti dai barbari e sfiduciati dalla prepotenza. Ritirarsi a corte sa tanto di vigliaccheria!

Cara Acireale, Artigiani e Parrocchie ancora ti mostrano Amore e ti sostengono, ma quel cancro fatto di cittadini incivili, di sfiduciati, di comodisti e imprenditori improvvisati, ti consumano e ti spengono lentamente.

Trentenni a noi prendere in mano la città, ridare slancio e sconfiggere il cancro, ACIREALE WANT YOU!