Acireale: Cemento Invasivo e Scavi Interrogativi

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Fare passeggiate salutari per le vecchie “trazzere” Acesi, oltre che a ristorare i polmoni, sempre più spesso ci porta a fare scoperte a dir poco agghiaccianti.
E’, quanto accade ad esempio passeggiando per l’incantevole Via Mortara e limitrofe, dove ogni giorno che passa il cemento sostituisce i limoneti della Timpa, non comprendendo quale criterio di rispetto per le forze della natura si segua rilasciando concessioni edilizie in una porzione di territorio in forte pendenza e con l’abitato di Scillichenti e Santa Tecla a valle.
E’, quanto accaduto, passeggiando per la vecchia trazzera che dallo svincolo autostradale direzione caselli A18, prima dell’incrocio con Via Loreto, proprio di fianco ad un noto autosalone, conduce sino ai cancelli della SIBAT TOMARCHIO.
Infatti, percorrendo la trazzera abbandonata (non si capisce il perchè non venga ripristinata), dopo qualche centinaio di metri in salita su quel che rimane di un costone di timpa collinare, non si può fare a meno di stropicciarsi gli occhi e pensare che ciò che si vede è solo un brutto sogno.
Purtroppo, non è cosi, tutto è scandalosamente REALE. A sinistra, si nota un enorme scavo, proprio al confine con lo svincolo autostradale della profondità rispetto alla sede stradale di una cinquina di metri. Tale scavo che sembrerebbe destinato ad ospitare le fondamenta di complessi edilizi.
Come mai è vuoto e vista la vegetazione presente, non frequentato da almeno un anno?
Tale scavo è servito come cava temporanea?
Domande su domande si accavallano ma non si capisce il perchè, si sia sventrato quel polmane verde a pochi metri da Via Sarù Spina totalmente cementificata negli ultimi anni.
Continauando la risalita, subito dopo a destra, ecco invece – come si vede dalla galleria fotografica – apparire in piena timpa collinare , un complesso edilizio in edificazione.
Anche qui, sorgono domande.
La costruzione di villette a schiera è regolare e autorizzata, quindi nulla da eccepire, ma la domanda che ci si pone è:
come si fa a rilasciare concessioni edilizie in una porzione di terreno collinare, dove già a monte insiste l’abitato di balatelle, togliendo porzioni di terra all’assorbimento idrico piovano, quando pochi metri più giù, esiste una larga fetta di terreno asfaltato utilizzato da una attività commerciale e a soli 20 metri continuando in discesa e sotto il livello stradale, insiste il complesso edilizio popolare di San Cosmo che già è vittima normalmente di frequenti allagamenti?

A queste domande, la risposta che viene spontanea è sempre la solita.
L’uomo continua a stra-fregarsene del DOMANI, al prevenire piuttosto che curare.
Alla prima bomba d’acqua che ci auguriamo mai arriverà, sarà il solito inveire contro Roma, amministratori e uffici preposti. Stanziamenti per riparare ai danni, salvo al momento far crescere i soliti funghi di cemento nel silenzio generale, e asfaltare, asfaltare, asfaltare!
Evviva Acireale non ci sta e dice STOP al cemento in città, si ai parchi urbani e alla Green Economy!

Giovanni Trovato

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