Acireale: da due baracche a due torri dell’arte?

Rudere Corso Umberto

Nel dibattito cittadino Acese, più volte e a più riprese nel corso dell’ultimo decennio, si è discusso e dibattuto su una questione scottante, che è quella riguardante lo stabile ormai completamente inagibile e ridotto a rudere allocato proprio nell’arteria principale dello shopping cittadino, ossia, Corsa Umberto.

All’angolo tra Corso Umberto e Via Fabio, incastonato tra palazzi di forte rilievo architettonico, insiste il rudere della vergogna a interrompere la sequenza visiva del bello, farcito da erbacce, ricettacolo di rifiuti e angolo da savana degno delle attenzioni dei naturalisti al soldo di Piero Angela, per ricerche naturalistische in merito alla lotta tra gatti e topi….
Del citato rudere, dicevamo, più volte si è discusso in città, gli ultimi rumors dicevano che malgrado le problematiche legate a questione ereditarie, l’Amministrazione comunale stava o ha proceduto all’esproprio, si era pensato di creare un angolo verde o ricavare posti auto.
Andando più avanti, non più di un centinaio di metri, sempre nel meraviglioso Corso Umberto, all’altro angolo, stavolta con Via Oreste Scionti, ecco apparire un altro rudere, un bel palazzone fatiscente e decadente, anch’esso ormai alla stregua di angolo da savana, e trasformato in spazio pubblicatario, con la divertente coincidenza di trovarci oggi – durante il sopralluogo – dinnanzi un esilarante manifesto, con il mottto, antico e quanto mai riassuntivo dello stato italiano, “Viva L’Italia”.

Detto ciò, Evviva Acireale, passaggiando, riflettendo e notando che l’isolato in questione che si affaccia su Corso Umberto, ha ai suoi due angoli ( Via Fabio e Via Oreste Scionti) tali spazi in abbandono, immaginando un castello con ai fianchi destro e sinistro, due torri, chiudendo per un attimo gli occhi, ha visto per l’appunto;
nè angoli verdi nè posti auto, ha visto le due strutture demolite e al loro posto previo esproprio, attraverso un bando internazionale di idee rivolto agli architetti, la edificazione di due Torri dell’arte.
Sarebbe infatti, cosa buona e giusta se l’amministrazione comunale spinta da Vero Amore per la Città e i suoi cittadini, realizzasse tali strutture, al fine di sfruttarne l’uso per mostre d’arte pittoriche, scultoree, fotografiche e di moda.
Tra l’altro vi è la fortuna di avere proprio di fronte, l’Istituto d’Arte che coinvolto potrebbe grazie ai propri alunni, garantire continua linfa vitale anche in momenti di stasi, grazie a progetti e idee messe in mostra dall’Istituto stesso.
Avere nell’arteria principale della città una simile attrazzione, realizzata magari col concorso delle associazioni delle categorie economiche della città, significherebbe, mettere quell’ulteriore tassello, atto al rilancio e all’attrattiva della città nel contesto provinciale e isolano, con tutti i benefici che è inutile citare perchè evidenti e ineludibili.

Evviva Acireale

Giovanni Trovato