Acireale: Ecomostro, la terza via.

Sull’ecomostro piazzato sulla Timpa, da trent’anni è stato detto ed è stato scritto tutto, e la parola fine è arrivata nei mesi grazie alla sentenza del C.G.A. che ha sancito definitivamente la demolizione della struttura.

Va ricordato che ha lottare per raggiungere tale risultato sono stati in prima linea, Lega Ambiente e l’associazione Nuova Galatea retta da Alessandro Coco, i quali furono protagonisti nell’estate scorsa (2011) della presa della struttura e la posa di una striscione di 12 mt, con scritto “buttiamolo giù”. Anche l’amministrazione comunale è stata compatta nel perseguire il risultato scaturente dalla sentenza.

Purtroppo alla vittoria giuridica, va evidenziato che arrivare al risultato finale risulta molto difficile. Per demolire la struttura occorre una barca di quattrini. Quattrini che, la proprietà dell’immobile risulta non possedere, quattrini che, le esigue casse comunali non possono anticipare per poi procedere in danno nei riguardi della proprietà.

Cosa fare? Esiste o è perseguibile una terza via?
La terza via dopo mesi di analisi esiste ed è auspicabile che si apra un dibattito in città. Visti gli altissimi costi per la demolizione, forse è il caso, che l’Amministrazione Comunale, chieda alla proprietà dell’immobile che il bene venga ceduto al Comune di Acireale a titolo gratuito come inizio.
A quel punto dato che la Politica è l’unica entità atta a poter dare indirizzi in materia urbanistica, si deliberino le varianti occorrenti, si elabori un progetto architettonico a bassissimo impatto ambientale, e a quel punto si completi la struttura.
Per quale utilizzo giustamente ci si chiede?
Essendo a quel punto, la struttura di proprietà comunale, finalmente il torto reso alla collettività, alle future generazioni e alla natura, potrebbe essere bilanciato consentendo l’utilizzo della struttura a tutte quelle associazioni – religiose e laiche – che si occupano di dare assistenza ai più svantaggiati e associazioni ambientaliste.
Immaginate per un attimo la goduria degli assistiti dell’ A.I.A.S. , dei componenti della tenda di San Camillo, solo per citarne alcune, di un sole che sorge all’alba, del cinguettio degli uccelli, dello scintillio del mare crespo.

Alcuni avidi di potere, alcuni amanti della sottomissione della natura, del lusso, hanno spregiudicatamente violato madre natura dapprima e oggi come risultato finale pongono la collettività in fase di stallo, vista la pecunia di risorse.
Allo stato dell’arte se proprio si debbono spendere soldi pubblici che difficilmente verranno recuperati dalla proprietà attuale, li si spendano e si ripari al danno collettivo, regalando un pezzo di paradiso a chi lo merita.
Evviva Acireale!

Giovanni Trovato

2 pensieri su “Acireale: Ecomostro, la terza via.

  1. credo vada abbattuto senza se e senza ma.
    anche se un pensierino se le intenzioni sono davvero spinte dal vangelo si possa farlo.
    complimenti cmq per il coraggio.

  2. L’idea non è male, è l’italiano che lascia a desiderare, a cominciare dalla quinta riga dove c’è un a preposizione con l’h! Santo CielO!!!

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