5 Domande ai Candidati Acesi all’Ars: Antonio Tomarchio

Evviva Acireale pone 5 Domande ai candidati Acesi in corsa per uno scranno all’ARS, per conoscere la loro visione in merito a cinque questioni che riteniamo importanti da derimere per chi rappresenterà gli interessi dei Siciliani.

Iniziamo con Antonio Tomarchio per la lista Fava Presidente.

Risp.mo Candidato esprima la sua visione:
– Come pensa di arginare l’annoso problema in materia di appalti pubblici riguardo la possibilità di affidare servizi manutentivi, da parte degli enti ricorrendo spesso “all’istituto giuridico” di interventi a carattere d’urgenza? (spesso una buona programmazione eviterebbe tale via amministrativa)

Tra le questioni che reputiamo utili per l’ Innovazione sociale della Sicilia abbiamo dato ampie attenzioni al dissesto del territorio e del patrimonio culturale. Crediamo che nei primi 100 giorni di ARS e di Governo sia necessario un piano straordinario per arginare rischi idrogeologici a cui si è sempre piu esposti. In quel piano si può e si dovrà concentrare un intervento profondo di recupero e bonifica che rilancerà l’economia .Interventi urgenti e improrogabili da estendere a palazzi storici e soprattutto a scuole. Sarà l’occasione per determinare regole complessive in materia di LL.PP. ripensando i benefici sociali( materiali, energie alternative, ecc) e limitando i ribassi “di cartello” che poi determinano altre distorsioni proprio nei sub-appalti. Più trasparenza anche nelle assunzioni nei cantieri che andrebbero ripensate a partire dagli ex uffici di collocamento da rimettere in piedi.

– Riguardo lo sviluppo turistico pensa che la politica debba assistere finanziariamente gli albergatori così come è avvenuto sino ad oggi, o è meglio tagliare il cordone ombelicale con la Regione Siciliana e lasciare che il mercato e la competitività sproni gli addetti del settore a scendere in campo con formule e strumenti al passo coi tempi e in autonomia?

Pubblico e privato concorrono alle politiche turistiche di un territorio e di un isola come la Sicilia. Sino ad oggi è accaduto che il pubblico sia stato smantellato per dare spazio a (fantomatici) imprenditori. Sceicchi, esperti manager termali e miti che spariscono vanno sostituiti con una possibilità che apra per tutti la possibilità di concorrere agli utili delle strutture ricettive abbandonate (hotel, Terme, aziende sotto controllo giudiziario). Una forma di Cooperazione tra giovani, lavoratori di aziende dismesse o in crisi o delocalizzate assistita da norme snelle che evitino mediazioni e concedano “start up” attraverso credito agevolato e commesse pubbliche. Vogliamo cambiare pagina, recidere quel cordone ombelicale e pensare a un modello con soggetti cittandi privatisticamente associati con l’ausilio del pubblico e con capitali iniziali che possono contemplare anche azionariato civico.

– Agricoltura, è auspicabile che la Regione Siciliana, promuova e gestisca un pool di sviluppo, composto di Banche, Consulenti Aziendali ed Economisti di fama, al fine di incentivare la nascita di Coop Agricole composte di giovani Siciliani, dai quadri dirigenti sino all’operaio, e seguirli sino a completa autonomia?

Anche nel settore agricolo reputiamo importante il modello della cooperazione. Penso a un marchio “Sicilia” che tuteli il prodotto da tarocca menti e lo promuova per le qualità organolettiche e per le caratteristiche del settore agricolo siciliano. Credo che vada moltiplicata e sostenuta ogni iniziativa che valorizzi il Chilometro Zero ma anche Gruppi di acquisto e si punti al sostegno del biologico.

– Come vorreste finalmente facilitare la fruizione dell’immenso patrimonio Artistico/Culturale Siciliano?

Se al ricatto per il rinnovo dei contratti precari di tanti lavoratori del pubblico impiego si sostituisse una stabilizzazione correlata a piani di utilità per il territorio, le bellezze artistiche ,i musei ma anche parchi e zone SIC sarebbero fruibili veramente, potrebbero essere meglio custodite. È un fatto di organizzazione sul lavoro perché in Sicilia i dipendenti regionali non mancano.

– Sicilia piattaforma del Mediterraneo si dice spesso. Dove guarda Lei? Cina o Paesi del Nord Africa e Medioriente? E rispetto Bruxelles come si pone?

Comiso, Sigonella e ora il MOUS di Niscemi ci mostrano come la Sicilia sia considerato avamposto di guerra. Ci hanno appioppato un fine strategico di guerra, morte. Io penso alla Sicilia come luogo di incontro tra popoli mediterranei, ponte tra civiltà. Un fine strategico di pace e di rapporti tra est ed ovest, nord e sud. Le vicende geopolitiche dell’ultimo secolo hanno distorto questa nostra vera “collocazione”, riconquistiamola.

Antonio Tomarchio (Lista Fava Presidente)

REDAZIONE EVVIVA ACIREALE