GOVERNARE SINO AL 2018? SI, A PATTO CHE……

mattarellaLa smania di andare a votare per rinnovare il parlamento nazionale, stante le cose, appare cosa giusta. Potrebbe essere altrettanto giusta l’idea di arrivare sino a fine mandato a patto che…..

Il voto referendario – sarebbe ipocrita nasconderlo – è stato anche un voto politico. Se negli Stati Uniti esistono le consultazioni elettorali di metà mandato, forzando il concetto, si può considerare il referendum una consultazione di trequarti mandato e ad essa col chiaro segnale lanciato dagli italiani soprattutto con l’alta affluenza registrata, si somma il dato ISTAT delle ultime ore sulla povertà in Italia, che inequivocabilmente sancisce la bocciatura delle politiche economiche e sociali del governo Renzi.

Premesso ciò, andare al voto nella prossima primavera è la soluzione? E’ necessario andare al voto con tutto quello che ne consegue in termini di tempo, assestamento delle nuove alleanze, tempi di rodaggio dei ministri, per essere operativi non prima di settembre?  Certamente si, se l’attuale compagine di maggioranza continua a non voler vedere la realtà delle cose. Se invece, trovassero l’umiltà di togliersi il prosciutto dagli occhi, presentandosi al paese con un vero scopo, quel governo potrebbe tranquillamente andare sino a fino mandato. E qual’è lo scopo o gli scopi?

a) Partiamo dal mondo del lavoro: la CGIL (non tanto ne parlano i media) ha raccolto oltre tre milioni di firme ed in primavera/estate, dopo la pronuncia della corte sulle date, saremo chiamati per un referendum abrogativo su tre quesiti: 1. la cancellazione del lavoro accessorio (voucher); 2. la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti; 3. nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al disopra dei cinque dipendenti. Inoltre, è stata depositata una legge di iniziativa popolare per approvare la Carta dei Diritti universali del Lavoro (testo integralecommentario) .
Il precariato nel meridione nelle pubbliche amministrazioni? forse è arrivato davvero il momento di scrivere un ruolo speciale, che sani una volta per tutte una vergogna durata già un quarto di secolo.

b) Andando al mondo sociale, il reddito minimo o assegno di solidarietà, non è più affare rinviabile.

c) I costi della politica? Sembrerà assurdo, ma riformare gli articoli 56 e 57 della costituzione, dimezzando il numero di deputati alla camera e al senato è cosa fattibile in una settimana con l’accordo di tutti.

Se domani, il futuro presidente del Consiglio designato da Mattarella, si presentasse alle camere con questi scopi e sarebbero accettati, perchè mai andare a voto anticipato e chi avrebbe il coraggio di dire: No?

Governo di scopo Si, caro Presidente Mattarella, ma lo scopo siano gli Italiani!

@foto proprietà lastampa.it

Giovanni Trovato