Leggenda Ecclesia

In una sperduta cittadina del mondo, incastonata tra lave millenarie e mare blu cobalto, miti greci la abitavano e cambiando spoglie assunsero forma umana e a cadenze periodiche le loro effigi stavano in mezzo al popolo festante.

Fu proprio lì, in quella sperduta cittadina che avvenne il miracolo della riproposizione in scala di quanto avveniva nella città Ombelico del Mondo. Nasceva da quella terra un eletto figlio, che ben presto divenne presbitero. Il suo carisma presto venne fuori, e compito arduo gli venne affidato dallo spirito. Nel nuovo mondo era destinata la sua opera, e in anni difficili vi si trovò a fare da Nunzio Apostolico.
Nel frattempo, nella sua cittadina sperduta tra il mondo, lotte intestine correvano tra un Prete Moderno che osteggiava l’effige di un Santo a braccetto tutti gli anni tra la folla, e l’altro Prete che col Santo e i suoi discepoli pareva, Chiesa autonoma.
Due Chiese si scontravano in quel microcosmo cittadino che rappresentava il macrocosmo dell’Ombelico del Mondo. La prima moderna e ispirata dalla seconda rivoluzione conciliare, la seconda aderente agli influssi provenienti dai miti. Le lotte furon aspre, e la prima Chiesa spesso stava chiusa al passare dell’Effige, al contempo nasceva però un gruppo giovane che doveva essere semenza buona per la cittadina futura. Ritiri estivi tra lave perenni, teatro, gruppi musicali e aggregazione giovanile sostenuta. La seconda Chiesa invece continuava solenne il proprio calvario, tra cantilene di rosario e aggregazione popolare.
Arrivò però un giorno dove il destino fu beffardo, spuntò dalla capitale di quell’isola africana, un Vescovo rubicondo, mise mano alle pedine del risiko, e in un battibaleno per ironia della sorte il Prete Moderno fu mandato nella casa abitata dall’Effige contestata! Scandalo esclamava il Popolo!
Smarrimento e inquietudine albergavano nel cuore dei fedeli, l’Effige era in pericolo!
Il Prete Antico invece, lasciò la terra natia per la Città Ombelico, lì serviva un esperto in scissioni di matrimoni sacri.
Intanto, il Nunzio Oroempa continuava la sua opera tra il nuovo mondo meridionale e il vecchio mondo, facendosi molti amici ma anche qualche nemico di Tradizione Antica, il più acerrimo era il Cardinale Callonstris.
Passarono gli anni in apparente quiete, Don Zarenca, diede lustro alla casa dell’Effige, buttò fuori dal tempio mercanti e faccendieri, concedendogli il potere nella pubblica via, i giovani s’impossessarono del Tempio e alla fine l’equilibrio fu trovato.
Nell’ombelico del mondo intanto, Don Casic, valoroso giurista venne nominato Segretario Del Governo della città Ombelico e innalzato a Vescovo.
Metà della cittadina sperduta era in festa, due illustri figli quasi in contemporanea erano potenti nell’Ombelico, Oroempa divenne Cardinale e Casic Segretario Governatore!
Ma fu proprio nel più bello che il Diavolo ci mise lo zampino, nella città dell’Ombelico una guerra interna tra Tradizionalisti e Concilisti prese vigore lasciando morti e feriti, e anche il microcosmo ne fu ovviamente coinvolto.
L’Effige femmina girava per quartieri e presenti ad ossequiarla c’erano due Segretari, l’uno secondo solo al Principe dell’Ombelico, Cardinale Tobernesi, Segretario di Stato e il Vescovo Casic Segretario Governatore.
Passarono pochi giorni da quella visita e scoppiò il putiferio, il Cardinale Callonstris silurava il nemico Cardinal Oroempa, dicendo che l’Oroempa in viaggio verso mete esotiche all’insaputa del Principe svelò strane notizie di successione al potere e nel frattempo dal lontano mondo nuovo un giovine laico, asseriva che Don Zarenca lo abbracciava, da bambino.
La sperduta cittadina dopo aver accarezzato il gusto del prestigio, sprofondava nella sua stessa melma, che sino ad allora tentava di tenere nascosta con abiti di facciata.
Infatti, diceva il vecchio seduto nella panchina che raccontava la leggenda: di tutta questa favola la morale sai qual’è?
Nessuno saprà mai la verità, nessuno saprà se abbracci furon veri o finti, nessuno saprà mai se hanno ragione i Tradizionalisti o i Concilisti.
L’unica verità è, che quella sperduta cittadina sin quando sarà ipocrita, borghese, drogata di “Robba Verghiana”, disposta a tutto per soddisfare la propria vanità, quella città sarà sempre puzzolente e schiava del potere, perchè scambia sempre, Chiesa, Segreterie e Istituzioni, non come servizio da prestare alla comunità e palestra di virtù ma come scale per il raggiungere potere.

Giovanni Trovato

7 pensieri su “Leggenda Ecclesia

  1. E’ nato uno sceneggiatore!!! Troppo forte sta storia!
    Ma lei è vaticanista?
    Roba da matti…..non ci ero arrivato, ma la pista complotto Vaticano e scontro tra correnti potrebbe starci davvero.

  2. Dott. Trovato lei è abile, ma presto o tardi malgrado i suoi artifici da esperto della comunicazione, una bella querela se la prende di certo.

  3. città insulsa. Concordo a pieno, ed è proprio la speculazione su due drammi (la presunta vittima e il presunto colpevole) da parte di tutti, che da il metro di quanto la società civile di questa città sperduta sia a livelli da terzo mondo. Riformare se stessi in primis.
    P.S. L’altra sera per caso vidi il Padrino Parte Terza e pensai la stessa cosa. Li a Roma sta accadendo di tutto, e si vuole Scola al posto di Ratzinger.

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