RENZI, CATANIA E LA PREFETTURA ASSEDIATA

qe-paternoRENZI VA VIA E I COCCI SONO I NOSTRI

Mattinata calda malgrado la pioggia e la temperatura fredda, quella di oggi vissuta a Catania.
La Prefettura, è stata assediata dapprima dal comitato “Pescatori in Movimento” e poi dai dipendenti del call center Qè, di Paternò.
Stefano Pennisi, in rappresentanza dei pescatori siciliani, ha convocato i suoi, provenienti da tutta la Sicilia, davanti la Prefettura per accendere i riflettori sul comparto pesca, letteralmente distrutto da decisioni che vengono da lontano e che impongono alla marineria italiana e soprattutto siciliana, limitazioni alla pesca, in favore dell’import estero ad esempio di tonni, che ha ridotto gli armatori e il comparto pesca alla fame. Ad oggi, oltre ad essere costretti a non poter pescare si ritrovano con licenze sospese e pescherecci sequestrati, il tutto nel silenzio più totale da parte della politica regionale e nazionale. In sostanza l’ICCAT detta le leggi e nessuno si oppone, con buona pace di migliaia di famiglie ridotte alla fame. Il comparto pesca chiede alle istituzioni di regolare il comparto secondo regole valide per tutti i mari e non solo per il mediterraneo.

A fare da compagnia ai pescatori, poco dopo sono arrivati i dipendenti o ex-dipendenti del call center Qè di Paternò, 600 dipendenti vittime di una vera e propria truffa, fatta loro da parte della proprietà aziendale, che ha lasciato i dipendenti all’asciutto con sei mensilità non pagate, nessun interlocutore aziendale e senza la possibilità di poter accedere agli ammortizzatori sociali. Una vicenda grottesca e amara, nella quale si aspettano i tavoli al MiSe e un intervento forte della politica. Al momento a tenere duro sono i dipendenti la CGIL e la CISL, guidate nella tempesta dai rispettivi segretari Davide Foti e Antonio D’amico.

Mentre la Sicilia e i Siciliani affondano, i partiti pensano al Referendum! Se ne prende atto!

Giovanni Trovato