HOTEL DANIELI PIGNORATO E AL SAN DOMENICO DI TAORMINA?

hotel-san-domenico-taorminaSE VENEZIA PIANGE, TAORMINA?

L’Hotel Danieli di Venezia, uno dei 5 stelle lusso italiani più noti al mondo, gettonatissimo dalle star di Hollywood, è stato pignorato. Giuseppe Statuto, proprietario dell’omonima catena e di altri gioielli quali il Four Season il Mandarin di Milano e il San Domenico di Taorimina, non avrebbe pagato rate del mutuo per molti milioni di euro e non avrebbe risposto alle intimazione della banche che gli avevano chiesto di saldare il debito entro una certa data.Il valore complessivo del pignoramento ammonterebbe a circa 242 milioni di euro.
Da sanare ci sarebbe il pregresso con tre banche che hanno avviato la procedura forzata, ovvero Mps, Banco di Sardegna (Pop Emilia) e l’istituto di credito tedesco Aeral Bank. Dopo aver atteso che il gruppo saldasse il conto, dopo vari solleciti, le banche si sarebbero stancate di aspettare ottenendo così il pignoramento delle quote della società romana della Statuto.
Il Danieli è stato anche set di numerosi film come “Viaggi di nozze” con Carlo Verdone e, più recentemente, di “The Tourist” con Angelina Jolie e Johnny Depp.

Ma veniamo ai fatti di casa nostra. C’è da stare sereni? Se si arriva ai pignoramenti, qual’è lo stato di salute economico del Gruppo Statuto? Ricordiamo che Giuseppe Statuto aveva battuto l’emiro  Hamad bin Jassim Al-Thani, nell’acquisto del San Domenico con un’offerta di 52 milioni e mezzo di euro contro i 52 milioni  trecento dell’emiro e che proprio il 28 ottobre c.a. si è ufficializzato il passaggio di proprietà da “Acqua Marcia” al Gruppo Statuto.

Regione Siciliana e autorità Taorminesi, seguano con attenzione la vicenda, non foss’altro perchè, immaginiamo cosa potrebbe accadere se durante il G7 prossimo a Taormina, arrivasse l’ufficiale giudiziario in albergo, di certo luogo di dimora dei capi di stato.

D’altronde, non ci sarebbe da stupirsi visto quanto accaduto nel 1994, con l’invito a comparire inviato da giudici, in pieno G7 a Napoli, a Silvio Berlusconi.

Giovanni Trovato