SENZA PESCE E SENZA PADELLA A CUOCERE.

AERONET_ETNA.2012190.aqua_.1kmSENZA PESCE, SENZA PADELLA A CUOCERE E SENZA MARE, POSSIAMO CONSIDERARCI ANCORA UN’ISOLA?

Bruxelles come se già non avesse falcidiato abbastanza il comparto produttivo Siciliano con l’olio Tunisino, complice il silenzio assordante dei nostri rappresentanti politici al parlamento europeo continua la sua opera indisturbata.

Quote Tonno, trivellazioni imminenti, porti usati come luogo di accoglienza per i disperati fuggitivi dalle zone di guerra. Possiamo considerarci ancora un’Isola, definizione data per essere circondata da mari o il mare è virtuale?

Oggi voglio soffermarmi sul problema delle quote Tonno e la superficialità con cui tale materia è trattata dalla politica che  allevata a talk show e passerelle, preferisce perdersi nei meandri dell’approvazione di leggi che si possono approvare in 48 ore, invece di studiare, approfondire e dipanare le questioni vere.

La pesca di pesce azzurro ad esempio, da quando esistono le quote tonno è diminuita di circa il 60%. Il pesce azzurro che acquistiamo al mercato per il 70% proviene dall’estero! 

Questo accade perchè, il Tonno, grazie alle trovate scientifiche non certificate, è diventato di fatto specie protetta, che fa man bassa dei pesci più piccoli, facendone diminuire in modo drastico la presenza nel mediterraneo, a questo si aggiunga la presenza dei Barracuda ed il gioco è fatto.

Questo il punto di partenza, ma quello di arrivo è altro e di mezzo ci sono sempre “picciuli” e passerelle!
I fondi europei continuamente strombazzati a riguardo del comparto ittico, come vengono spesi? E per cosa?
In questi anni ne abbiamo sentite e viste di tutti i colori, risultati? ZERO!

Verrà il fatidico giorno in cui si vigilerà seriamente su come vengono distribuiti tali fondi? Perchè ad esempio non destinarli all’ammodernamento delle flotte marinare e/o adeguamento di tutte le dotazioni di bordo? Perchè non investire somme per lo studio proprio dei Tonni e gli effetti che determina in base al numero, sulle altre specie? E perchè non pensare alla creazione di mercati diretti all’interno dei Porti, ristrutturazione VERA dei porti, con spazi destinati solo al comparto pesca con possibilità di depositi, celle frigo, spazi per le attrezzature e/o riparazioni reti?

Alla Sicilia senza voler esser presuntuosi serve questo, altrimenti è ineludibile che il tanto strombazzato Turismo a Cinque Stelle sarà chimera in un’isola senza mare, pesci e padella a cuocere, con piatti serviti di pesce fresco dal Senegal, Tonno indonesiano, Gambero cinese e per contorno una bella salsa di PETROLIO DOC!

Le camere di commercio siciliane, ovviamente tacciono e lottano per altro….accaparrarsi spazi di potere in Aeroporti senza compagnie aeree Siciliane e Porti senza mare e Pesce!

AnTuDo!

Giovanni Trovato