TOTO’ CARDINALE, SICILIA FUTURA E LE PUNTINE DI MAIALE

alfanoSi è svolto a Villa Cardinale non un consueto matrimonio tra innamorati, ma un matrimonio che ha già dato la prole, con Totò Cardinale nei panni di ostetrico ed il primo vagito di PdN (Partito della Nazione).

Se alla convention di sabato 12 novembre u.s. , organizzata da Sicilia Futura per promuovere il Si al referendum in provincia di Catania, i presenti sono rimasti a stomaco vuoto ma senza bocca asciutta grazie ad abbondante acqua Panna a disposizione, di certo i commensali invitati a Villa Cardinale, domenica 13 novembre u.s. , non possono dire lo stesso.
A Villa Cardinale, finito il convegno paravento, dal titolo “Patto per la Sicilia: Una grande sfida per lo sviluppo. Dalle idee progettuali agli interventi attuativi”, restano a pranzo: Angelino Alfano, il sottosegretario e potentissimo Claudio De Vincenti, Davide Faraone, il segretario regionale del Pd Fausto Raciti, Vania Contrafatto e Rosario Crocetta che aveva promesso un’intervista al mitico Mario Barresi.

Alfano, è chiaro sin da subito: “lo, senza togliere nulla agli altri, sono qui per Totò, brillante personalità politica di questo tempo, anche se ha attraversato altri tempi”, poi finito il convegno buono solo come scusa per la stampa, iniziano le danze, tra pietanze cucinate da Totò Cardinale per i commensali, ricche di antipasti siciliani, niente pasta e molta carne di maiale e le immancabili puntine, con tanto di testa posta al centro del tavolo, magari a simboleggiare chissà cosa o chi.

Di certo l’ultimo dei manniniani, procede spedito nell’OPA ai danni del PD, dall’esterno, e la presenza al tavolo del segretario regionale che pranza assieme a Faraone sarebbe tutta da spiegare. Di certo, i bene informati dicono che Alfano presente, rappresenta la benedizione per la candidatura di Faraone alla presidenza della regione, Crocetta blindato per un seggio a Roma alla camera, Raciti destinato a ruoli di governo nazionale, come formazione e preparazione personale meritano e vogliono, e ovviamente Daniela Cardinale, riconfermata alla camera (dopo un pranzo simile, vuoi mettere?)

Questi i fatti e le supposizioni all’odor di arrosto misto. L’analisi?

Il Sì al referendum, sta mostrando chiaramente chi vuole davvero il non cambiamento, chi vuole a tutti i costi tenere le poltrone, chi giustamente da padre tenta di salvare la carriera politica della figlia Daniela alla camera dei deputati, quella figlia che tesserata del PD, nel Luglio del 2015, dopo colloquio stretto con Alfano, rassicurava i propri compaesani con queste parole: “Dopo aver ricevuto recenti e numerose segnalazioni di cittadini allarmati sull’evenienza dell’arrivo di un cospicuo numero di extracomunitari, sento la necessità di rassicurare i mussomelesi che non sono  in programma operazioni di questo tipo,  poiché a Mussomeli mancano strutture ricettive in grado di accogliere i profughi e, conseguentemente, i presupposti per assicurare le garanzie  di un’adeguata ospitalità a queste persone martoriate da guerre e da vessazioni  lesive della dignità  umana”. Roba da Goro, ma alla siciliana…
Il Si al referendum, sta mostrando anche che della Sicilia non importa nulla a nessuno. Renzi, ministri e sottosegretari, vengono giù con assegni finti in mano a promettere denari, riportando alla memoria quelle pratiche degne della peggio politica degli anni 60, ma ad oggi l’unica certezza che abbiamo è che continuiamo a stoccare il polverino dell’Ilva ad Augusta e che i nostri rifiuti li mandiamo all’estero con i soldi di noi cittadini!
Il gotha regna, la base non esiste e loro si leccano le dita unte di grasso che cola, da un ghiotto maiale (povero maiale)  che altro non è, che il popolo siciliano.

E per noi acesi domanda finale: il neo segretario di Sicilia Futura, Nicola D’Agostino, come mai non era al tavolo dei commensali? Sarà forse Vegano?

Giovanni Trovato